IT | EN | ES | FR | PT

News

News - La famiglia, un dono per il mondo

La famiglia, un dono per il mondo

24/06/2022

La famiglia, un dono per il mondo

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Così è la famiglia per Benoît e Véronique Rabourdin, francesi, che hanno aperto i lavori della seconda giornata del Congresso teologico pastorale del X Incontro mondiale delle famiglie. «È importante comprendere questo tesoro e rivelarlo – hanno riflettuto i due coniugi – perché le coppie e le famiglie che vivono questa comunione d'amore sono intrinsecamente felici e feconde. Portano inevitabilmente frutti che si dispiegano in uno splendore naturale dove si sono stabiliti». Ma le famiglie sono un tesoro che va dissotterrato, hanno evidenziato: «Siamo fatti ad immagine di Dio per donare noi stessi. È la missione dei genitori per i loro figli, ma è anche la missione degli sposi tra loro e la missione della Chiesa per il mondo. La comunione si vive attraverso il dono».

Sul rapporto con i figli e con le giovani generazioni in generale si è concentrato il primo panel, al quale sono intervenuti, tra gli altri, Massimo e Patrizia Paloni, «di una comunità neocatecumenale di Roma e missionari itineranti in Olanda da diciotto anni», come hanno raccontato loro stessi dal palco dell’Aula Paolo VI. I coniugi Paloni hanno presentato una nuova esperienza di post-Cresima: «Oggi tantissimi giovani vengono da famiglie ferite. Una sempre più alta percentuale di figli vive con un solo genitore, la maggioranza per la separazione dei genitori, un’altra parte per situazioni al di fuori del matrimonio. Davanti al fallimento di oltre il 50% dei matrimoni, senza il supporto e l’aiuto della scuola, molti giovani si ritrovano senza alcun punto fermo e si smarriscono. In una nuova esperienza di post-cresima, che molti parroci nel mondo, in comunione con i loro vescovi, hanno deciso di cominciare, si formano piccoli gruppi di giovani che si riuniscono con una famiglia di fede provata e adulta, capace di un’autentica testimonianza di servizio a questi ragazzi. Gli adolescenti sono attratti dalla famiglia cristiana in cui vedono una fede viva. In questi gruppi i giovani cominciano a leggere la Parola di Dio, riflettono sui comandamenti come cammino di vita, riscoprono il Sacramento della Riconciliazione e vengono a contatto con la vita cristiana di una famiglia concreta».

Fede e periferie esistenziali al centro del secondo panel della mattinata. Come quelle di cui si occupano María Paula Casanova, argentina, e Valerio Santoro, italiano, sposati con due bambini. «Viviamo in Argentina, in una comunità dove da tre anni condividiamo la vita con uomini con problemi di dipendenza», hanno raccontato. Una comunità dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, non una grande struttura, ma un luogo dove si punta sull'accoglienza. «Il metodo che seguiamo per recuperare le dipendenze è condividere la vita direttamente con loro – hanno spiegato –. La nostra proposta è di condividere, non offriamo un servizio: non lavoriamo per guarirli ma perché li amiamo, e perché noi amiamo, li curiamo. Nella nostra comunità terapeutica viviamo la famiglia, il lavoro, vita quotidiana… La famiglia con i suoi momenti belli e quelli non così belli ma insieme si superano le difficoltà. La terapia è molto semplice: la terapia della verità, della responsabilità, dell'impegno con se stessi. La terapia dell'incontro con l'Assoluto, che non si impone, ma si respira».

La giornata era stata aperta dalla Messa nella basilica di San Pietro, celebrata dal cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma. «Qui, stamattina, con il Cuore di Cristo buon pastore, battono i cuori di tutto il mondo – aveva detto il cardinale –: sono cuori felici di avere risposto di Sì a Dio; sono cuori feriti dalle prove della storia e del mondo; sono cuori aperti alla novità del Vangelo, per poter testimoniare la perenne presenza di Cristo Sposo in questa nostra storia. Non è vero che la famiglia è ormai perduta, tramontata. È ancora sulle spalle del Pastore che con forza e tenerezza attraversa le vie del mondo e ci richiama a riscoprire la via della santità».